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Nulla è come prima

Nulla è come prima

Nell’ultimo decennio due profondi e ravvicinati cicli recessivi hanno trasformato la struttura imprenditoriale italiana caratterizzata da un’alta presenza di piccole imprese.

I cambiamenti dell’economia internazionale, del mercato del lavoro e del credito, le criticità del contesto hanno mutato il posizionamento sul mercato di queste imprese esasperandone le debolezze ma anche consolidandone i numerosi punti di forza. Le traiettorie di cambiamento indicate dall’analisi di un ampio set di dati statistici, in un contesto di crescente complessità, sollecitano la riflessione teorica.

Gli effetti della globalizzazione, i cambiamenti demografici, i driver della trasformazione digitale e della sostenibilità ambientale fanno emergere nella piccola impresa i tratti di un nuovo paradigma nel quale interazioni tra società, famiglia e tessuto imprenditoriale, rapporti tra imprese, discontinuità tecnologica e domanda dei fattori produttivi vengono proposti per una nuova considerazione.

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L’incognita di Johnson e le illusioni della Brexit

Oggi il Regno Unito è la quinta nazione al mondo per volume di scambi, con un valore pro capite delle esportazioni superiore a quello degli Stati Uniti e del Giappone. I principali beni di importazione sono generi alimentari, legno e prodotti cartacei, macchinari, prodotti chimici e mezzi di trasporto. Nonostante quanto si afferma, sostenendo che l’ economia britannica – che ha indubbiamente come suo centro nevralgico la piazza finanziaria londinese – sia dominata dai servizi finanziari e dai servizi all’industria, nelle esportazioni spiccano i macchinari, i mezzi di trasporto, i manufatti di base, il petrolio, i prodotti chimici, gli strumenti di precisione, le attrezzature aerospaziali ed elettroniche.

Le esportazioni ammontano a circa 350 mila milioni di dollari Usa e le importazioni a circa 460 mila milioni di dollari. Il 50% circa degli scambi avviene con i Paesi dell’Unione Europea, soprattutto con Germania, Paesi Bassi e Francia e solo il 13% circa con Stati Uniti e Canada, con dati assai inferiori con le nazioni appartenenti al Commonwealth.

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